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Bombe a mano italiane WW1 > offensive
Sezione (manuale originale 1915)

MATERIALE

DIMENSIONI

PESO

EFFICACIA

ACCENSIONE

INNESCO

CARICA

gusci ferro
tappo ottone
tubetto miccia rame

diametro
115 mm
altezza 50 mm

500/600 grammi secondo caricamento

lancio manuale 30/40 mt
schegge 20mt

manuale a fiamma

capsula detonante di fulminato di mercurio

nitranite 150 gr
oppure
cheddite 300gr

Il suo studio iniziò nel 1913, mentre la sua distribuzione risale ai primi mesi del 1915.
Si può definire come la prima bomba a mano studiata dal nostro esercito.
Di fatto, le procedure sul suo utilizzo ci possono oggi apparire molto ingenue ma si era agli inizi.

Le bombe erano spedite vuote ai reparti e dovevano essere caricate al fronte.
Tuttavia una volta caricate non erano ancora pronte all' uso in quanto dovevano essere ancora innescate le capsule detonanti con le miccie e ciò doveva avvenire poco prima dell' utilizzo stimato.

Quì sotto allego le istruzioni per il caricamento tratte dal libretto che accompagnava le casse e di seguito una velina con le istruzioni per l' approntamento.

Istruzioni per il caricamento

Velina con istruzioni per trasporto ed uso delle bombe lenticolari.
(cliccando si apre in pdf)

Una lenticolare pronta all' uso, carica e con la miccia inserita, si doveva presentare così con il suo tubetto coprimiccia.


Stranamente i coprimiccia sono rarissimi da trovare di scavo e ciò fà pensare che non fossero utilizzati.

(purtroppo tutti i tubetti coprimiccia che ho incontrato in vendita erano repliche spacciate per originali e costosissimi d' epoca dai soliti furbetti, per questo motivo non ho messo la foto di uno certo di scavo mà solo un immagine indicativa)

Come si legge nelle istruzioni, si teneva in mano nella sinistra un miccia portafuoco accesa e la bomba nella destra.
La lenticolare era già stata preparata con la miccia scoperta, si accendeva e si lanciava.


Esistono tre varianti costruttive a seconda dell' accoppiamento del montaggio dei due gusci.

Aggraffato sopra

Aggraffato sotto

Saldato

Personalmento non ho mai visto il fermamiccia in filo come si vede nei manuali d' epoca, ma sempre costituito da una lastrina rivettata a sinistra o a destra.

Tre foto della variante "aggraffata sotto"

Aperta

variante saldata al centro

Per aumentare la distanza si fece ricorso anche a delle attrezzature meccaniche di lancio come il lanciatore Diatto.
Una sorta di leggera catapulta a molla, trsportabile ed utilizzabile da due persone.

Pagina di un manuale italiano catturato e tradotto dagli austriaci, quì si vede la tabella di lancio del "Diatto"

In Francia è stata sperimentata una variante in ghisa con disegno a frammentazione, per quanto ne sò non ne è mai stata trovata traccia sui nostri fronti.

Inoltre su di un manuale d' epoca si parla delle procedure di stoccaggio della minucciani incendiaria.
Mà di quest' ultima non ho niente da pubblicare.

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