Storia delle Bombarde e dei Lanciabombe - sito dedicato agli armamenti italiani

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Bombarde e Lanciabombe

Dopo le prime battaglie la guerra si trasformò in uno statico conflitto di posizione.
Gli eserciti si trincerarono su posizioni ben protette, le trincee  spesso a poche centinaia di metri l' una dall' altra erano protette da estesi campi di filo spinato battuti da tiri di mitragliatrice.
Gli assalti si trasformavano in inutili carneficine.
Le artiglierie contro i campi di filo spinato si dimostrarono di scarsa efficacia e anche il tiro teso contro le postazioni fortificate non sortiva effetti risolutivi e spesso la vicinanza trà le proprie truppe ed il nemico era tale da impedirne l' uso.
Si cominciarono ad utilizzare vari espedienti esplosivi per aprire varchi nei campi di filo spinato, però al prezzo di pesantissime perdite.


Sulla esperienza del recente conflitto russo-giapponese durante il quale erano state usate delle artiglierie in tiri curvi e dei lanciabombe per colpire il nemico dietro i ripari,si riscoprì l' uso di una tipologia storica di bocche da fuoco, "le bombarde".
Di semplicissima costruzione erano rigide con canna corta ad anima liscia e caricamento ad avancarica.
Lanciavano delle bombe con pareti sottili e ad alta capacità di esplosivo.
Dato che il tiro era curvo e a bassa gittata non erano necessarie grosse cariche di lancio e quindi anche le canne non dovevano sopportare grosse pressioni a vantaggio della leggerezza e della semplicità costruttiva.
Anche le bombe non dovendo sopportare grosse sollecitazioni dovute al lancio, erano a pareti sottili a vantaggio della grande capacità di esplosivo.
Una certa stabilità si otteneva tramite semplici governali alari saldati esternamente.
L' efficacia era dovuta principalmente all' onda d' urto e allo spostamento d' aria relativo dato il basso numero di schegge che producevano.
Si dimostrarono di ottima efficacia conto i reticolati e le fortificazioni e di straordinario effetto psicologico per le impressionanti esplosioni che producevano.
La scarsa precisione di cui erano dotate era compensata dalla bassa gittata a cui erano utilizzate e dal numero in cui era utilizzate in batteria in maniera tale da saturare comunque l' area di tiro.
Era nata quella che fù definita "artiglieria di trincea"

Le bombarde erano classificate in base al peso: pesanti, leggere e lanciabombe

I lanciabombe (precursori dei moderni lanciagranate e mortai leggeri) erano delle semplici  armi che lanciavano un proiettile di peso ridotto, di facile trasporto ed utilizzo da parte di una piccola squadra di uomini.

L' assalto iniziava con la preparazione da parte delle bombarde di grosso calibro che in batterie (mai singolarmente) battevano i campi spinati e le postazioni difensive nemiche.
Mentre i lanciabombe dopo la fase iniziale seguivano i balzi dell' assalto e conquistata la posizione si piazzavano per respingere l' eventuale controattacco del nemico.

I modelli di bombarde furono notevoli classificati oltre che per il loro peso anche per la tipologia propulsiva: esplosiva, meccanica, o varia.
Le più diffuse nel nostro esercito furono le 58mm leggere e le pesanti da 240mm

Per approfondire tutta la storia del corpo dei bombardieri e la tecnica dei materiali esiste un testo veramente completo ed esauriente scritto da Filippo Cappellano e Bruno Marcuzzo, "I BOMBARDIERI DEL RE" Gaspari editore.

Manuale sulle bombarde

Libretto esplicativo sui lanciabombe da trincea

La storia delle bombarde è anche la storia del suo corpo
"I BOMBARDIERI DEL RE"

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