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Bombe a mano italiane WW1 > da fucile

Adottata dai granatieri francesi nel 1916, fu usata principalmente montando il lanciatore sul fucile Berthier 1886/M93.
Nel 1918 anche Italia ricevette le bombe V.B.

Pagine riguardanti la V.B. estratte da manuale francese sulle granate

La bomba da fucile era realizzata in tre varianti:

ESPLOSIVA
ILLUMINANTE
PORTAMESSAGGI

Oltre ad un modello in metallo per le esercitazioni di lancio


Per tutte e tre le varianti il tromboncino era il medesimo, cambiava la cartuccia utilizzata per il lancio.
Nella esplosiva si usava la cartuccia a palla con caricamento ordinario da guerra, nelle illuminanti e portamessaggi una cartuccia a salve.



Esplosiva

La granata veniva semplicemente inserita nel tromboncino con la parte piana rivolta verso la canna, fino a battuta sul cono.
Al momento dello sparo i gas proiettavano la granata e la palla attraversando il tubetto centrale colpiva uscendo la liguetta percussore che accendavo un ritardo pirotecnico di circa 8 secondi che al termine causava l' esplosione di un detonatore.

Il corpo era in ghisa con l' interno preframmentato, i tappi di caricamento dell' esplosivo e del detonatore erano in piombo.
Il tappo detonatore poteva anche essere in ottone.
Il tappo innesco e la linguetta percussore in ottone.
Mentre il tubetto centrale di passaggio della palla era in acciaio.

Come sicura di trasporto sulle bombe innescate era montato superiormente un coperchietto in ottone fermato ad incastro.

MATERIALI

DIMENSIONI

PESO

CARICA

corpo cilindrico in ghisa
Spoletta in ottone

corpo bomba diametro 49,5 mm x 65 mm altezza
Altezza compresa

spoletta circa 85 mm

peso carica 475 grammi

60 grammi di Cheddite

Tempo di ritardo dal lancio di 7 secondi circa e raggio di efficacia delle schegge di 50 metri.

Gittata massima 180 metri.

PORTAMESSAGGI
Per il suo lancio viene usata una apposita cartuccia a salve.
Durante il trasporto tale cartuccia è alloggiata all' interno del vano portamessaggi.


Particolare è il fatto che la granata contiene una piccola carica fumogena che si accende all' impatto col suolo in modo da facilitarne il ritrovamente.

ILLUMINANTE

Realizzata in due varianti:

- Corta, con un petardo illuminante interno.

- Lunga, dove il petardo interno era collegato ad un paracadute       che ne prolungava la permanenza in volo.

Variante lunga

Variante corta

Fondello delle illuminanti

TROMBONCINO DI LANCIO
essendo stata adottata da diverse nazioni esistono altri tipi di tromboncini di lancio che si differenziano nell' attacco sul fucile

Tromboncino di lancio per fucile Lebel francese calibro 8 mm

Borsello per il trasporto del tromboncino

Adottata anche dagli U.S.A. nel 1917 per l' utilizzo con i fucili M-1903 e M-1917.

Quì il pdf del manuale "Ordnance 1919" con la descizione

I lanciatori americani furono standardizzati in tre modelli:

Il Mark I ricavato lavorando i 50.000 acquistati dalla Francia.

Il Mark III che si riconosceva per la parte esterna
completamente cilindrica.
Costruito specificatamente in due modelli, per i fucili Mod. 1903 o Mod. 1917.
Una godronatura esterna della parte finale del corpo permetteva facilmente di riconoscere anche  al buio il modello per il 1917.

Il Mark IV realizzato espressamente per il modello 1917 che terminava con una fresatura ad elica che si agganciava sul mirino.


Tromboncino Mark III

Godronatura sul Mark III per riconoscere il modello dedicato al fucile 1917.

Lanciatore Mark IV per fucile mod.1917

In Italia la bomba fù adottata nel 1918, grazie alle forniture inviateci dai francesi per ricostruire i nostri arsenali persi con la ritirata di Caporeto.

Utilizzata sul fucile mod.1886 e 1907/15

Fù sperimentata anche l' adozione sul fucile modello 91, previa riduzione del diametro interno del collo del lanciatore.
Tuttavia si manifestarono dei problemi causati del calibro di 6,5 mm.
Tale diminuzione di calibro faceva sì che la palla passando nel canale (più largo in quanto realizzato per l' 8 mm) perdesse parte dei gas riducendo così l' effetto di propulsione.
La gittata massima passava dai 180 metri a circa 100, inoltre spesso la forza con cui la linguetta del percussore era spinta contro la capsula di accensione non era sufficente a provocarne l' accensione causando un alta percentuale di mancati scoppi.

L' utilizzo avveniva appoggiando il fucile col calcio in terra ed inclinando l' arma al fianco, tuttavia esisteva anche un apposito cavalletto con delle tacche graduate ed una linea di mira apposita.
Tale accorgimento permetteva di realizzare delle efficaci linee di sbarramente contro gli attacchi avversari.
Inoltre il cavalletto ne permetteva l' utilizzo.

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