Pazzaglia o bomba "P" - sito dedicato agli armamenti italiani

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Bombe a mano italiane WW2 > Anticarro

Bomba controcarro sviluppata in Africa nel 1941 per sopperire alla mancanza di adeguati ordigni di dotazione individuali, adatti a tale scopo.

Ne è documentata una produzione in loco di circa 30.000

La bomba era costituita da un contenitore in lamiera al cui interno vi era la carica esplosiva e da un tubo di circa 7 cm al cui interno era inserita una bomba a mano O.T.O.
Il tutto era inserito in un sacchetto di tela munito di gancio di trasporto.

Fù costruita di due misure, con carica di 1kg e 2 Kg di esplosivo.
Come esplosivo fù usata la "Romite" o il "Tritolo".

La bomba per essere utilizzata correttamente richiedeva un buon addestramento e anche una certa prestanza fisica in quanto carica pesava 2kg e 3 kg.
Inoltre all' inizio si verificavano molti mancati scoppi, causati dalla minore distanza a cui le bombe venivano lanciate e che faceva sì che la cuffia della OTO (seconda sicura)  non faceva in tempo ha fuoriuscire.
In seguito appesantola il problema fù eliminato.


Nel 1942 campioni di bombe "Pazzaglia" furono inviate e studiate dal genio in Italia mà a ciò non fece seguito nessuna produzione negli stabilimenti sul territorio.

Leggendo le istruzioni dei comandi in Africa settentrionale si rileva che la bomba da 1 kg è consigliata contro gli autoblindi e la 2 kg contro i carri armati.

Per il lancio si impugnava la bomba con la mano destra ben stretta sul manicotto e con la sx si strappava la inguetta di sicura si portava la bomba all' indietro e si lanciava.
Per essere correttamente utilizzata doveva essere lanciata da in piedi e con una traiettoria circolare dall' alto verso il basso e possibilmente ad almeno 20/25 mt.


Nella tecnica di caccia ai carri i lanciatori dovevano sistemarsi in buche distanti tra loro sui 20 mt in modo da coprire tutta linea con tiri utili e al passaggio dei carri balzare in piedi e lanciare.

Il suo uso rappresentava davvero un ardimento.

Bersagliere in addestramento.

In molti libri scritti da reduci dell' Africa si narrano di eroici episodi di lotta ai carri, alcuni sembrano descrivere l' uso della bomba "P" o della "L".

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