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Bombe a mano italiane WW2 > Anticarro

Sviluppata copiando alcuni ordigni inglesi catturati in Africa.
Probabilmente una piccola produzione è stata fatta, mà non è escluso che parte delle dotazioni fosse di preda bellica.

ST aperta si nota la calza tessile con lo strato colloso

Ordigno molto efficacia, fino a spessori di 25 mm.
Composto da:
Serbatoio sferico di vetro, ricoperto all’esterno da una sostanze adesiva e contenente la carica esplosiva, il tutto protetto da un involucro di latta, da rimuovere prima del lancio.
Un’impugnatura in bachelite contenente il percussore e la sicura.

un sistema di accensione con ritardo, che determina l’accensione del detonatore e quindi lo scoppio della bomba dopo circa 5’’ dal momento dello sgancio.
Le bombe ST erano conservate prive del detonatore.
Solo prima dell' uso la bomba veniva attivata svitando il manico e dopo avere rimosso uno spessore in legno si inserviva un detonatore e si riavvitava il manico.

La modalità di uso:
Si impugnava la bomba con il pollice sulla lastrina di sicurezza (5)
SI sganciavano le semisfere metalliche di copertura togliendo il nastro gommato e la coppiglia (6)
Togliendo lo spillo di sicurezza (12) il percussore era libero e sarebbe scattato al momento del lancio quando la leva (5) si fosse liberata.
Lo scoppio avveniva dopo 5 secondi

La granata andava lanciata con una forte spinta, in tal maniera rompendosi contro il bersaglio l' adesione sarebbe stata ideale.
Tuttavia potendosi avvicinare senza essere scoperti, si poteva applicare intera sfruttando l' adesione e poi far scattare il detonatore avendo a quel punto 5 secondi per allontanarsi.

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